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23/09/2020
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La Prima guerra mondiale delle parole

L'ultima arma segreta di Israele


AUTORE:  Ayman EL KAYMAN

Tradotto da  Manuela Vittorelli


Ogni volta che Peres, Livni o Barak (senza dimenticare l'inenarrabile Olivier Rafkowicz, responsabile francofono delle relazioni pubbliche dell'esercito israeliano) pronunciano quella parola sembrano espettorare o sputare un insulto: non dicono mai “Hamás”, ma “Khamás”, cioè sostituiscono l'H araba con una “Kh”, equivalente alla J spagnola.

Hamás, acronimo di harakat al-muqâwama al-'islâmiya (حركة المقاومة الإسلامية) – Movimento della resistenza islamica –  si scrive con l'“H”, ح in arabo, però nella bocca dei sionisti la ح si trasforma in “Kh”, cioè in خ.

Il problema è che khamás in ebraico moderno significa “furto, spoliazione”.

Dunque il messaggio subliminale che esce dalle labbra di ogni portavoce dello Stato canaglia quando parla di “Khamás” è da subito negativo, tanto all'orecchio degli ebrei quanto a quello degli arabi, dato che in arabo la lettera “khâ” esprime la... merda. Le mamme dicono ai loro bambini: “Non toccare, è khâ”. Per la stessa ragione, secondo alcuni arabi il ministro egiziano degli Affari Esteri si merita il suo nome, dato che si chiama Abul Gheith (pronunciato “khait” letteralmente il padre della cacca).

Questa premeditata scelta fonetica dei Grandi Linguisti israeliani è assolutamente perversa, tanto più che la “Chet” (ח) l'ottava lettera dell'alfabeto ebraico, rappresenta tradizionalmente la luce e la vita. Ma non dobbiamo stupirci di niente quando si tratta dei dirigenti israeliani, gli stessi che hanno scelto proprio lo shabbat dell'Hannukah – la Festa delle Luci – per dare il via alla cosiddetta operazione “Piombo Fuso” (che è in realtà “Piombo lanciato”) su Gaza.

La domanda che mi faccio è questa: i corrispondenti e gli inviati speciali in Israele dei mezzi di informazione audiovisivi occidentali, che ripetono a pappagallo la pronuncia israeliana di “Khamás”, sono consapevoli di essere complici dell'uso di un'ALSDM (Arma linguistica segreta di distruzione di massa)?

I giuristi internazionali dovrebbero analizzare con somma urgenza la nozione di crimine di guerra linguistico.

Ayman El Kayman, investigatore della AIEL (Agenzia internazionale dell'energia linguistica).

Buona settimana a tutti!
Che la Forza dello spirito sia con voi!
... e a martedì prossimo!

Per leggere altri articoli di questa Prima guerra mondiale delle parole clicca qui


La Prima guerra mondiale delle parole è un'iniziativa di Palestine Think Tank e Tlaxcala.

Gli autori che desiderano parteciparvi possono inviare i loro contributi a
contact@palestinethinktank.com e a tlaxcala@tlaxcala.es.
Originale:
Coups de dent - Le blog de Ayman El Kayman 

Articolo originale pubblicato il 20/1/2009

L’autore

Manuela Vittorelli è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

URL di questo articolo su Tlaxcala:
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=6884&lg=it

 


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