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17/04/2021
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Nuove scoperte svelano l'ingerenza statunitense in Bolivia


AUTORE:  Jeremy BIGWOOD

Tradotto da  Manuela Vittorelli


Come fotoreporter e giornalista investigativo dall'esperienza più che ventennale mi capita spesso di trovare informazioni e rivelatori documenti governativi attraverso diverse fonti, tra cui le richieste in base al Freedom of Information Act (FOIA), la Mandatory Declassification Review (MDR) e documenti fatti trapelare. La maggior parte dei documenti in mio possesso è stata ottenuta facendone richiesta in base al FOIA, che mi consente di rendere pubbliche le informazioni di vari organi del governo degli Stati Uniti.

Ho presentato la mia prima richiesta di documenti del governo degli Stati Uniti sulla Bolivia nel 1997 e da allora ho chiesto ulteriori informazioni, dai comunicati dell'ambasciata statunitense a La Paz alle richieste di finanziamenti all'USAID. Le informazioni che seguono rivelano una chiara politica di intervento e di ingerenza negli affari interni boliviani da parte degli Stati Uniti. E questo si è svolto quasi sempre all'insaputa dei contribuenti americani e a loro spese.

1. Il primo documento risale al 2001 ed è stato scritto prima di una visita negli Stati Uniti dell'allora Presidente Quiroga: l'ambasciata degli Stati Uniti afferma di non credere che Quiroga abbia agito con sufficiente fermezza con il partito MAS guidato da Evo Morales. In una serie di punti di discussione preparati dall'ambasciata degli Stati Uniti a La Paz a beneficio del Segretario [per le politiche antidroga, N.d.T] Beers in vista del suo incontro con il Presidente, il governo degli Stati Uniti suggerisce a Beers di dire: “Eravamo molto preoccupati per l'accordo fatto in novembre per la sospensione dell'eradicazione della coca... Crediamo che una risposta forte e sostenuta nel tempo avrebbe potuto indebolire ulteriormente la base politica di Evo Morales”. Il documento completo è qui.

2. Nel 2002 l'ambasciata americana definisce Evo Morales un “agitatore per la coca illegale” e ammette che la produzione di cocaina in Bolivia è insignificante per gli Stati Uniti. Più importante, tuttavia, è il fatto che l'ambasciata descriva un “Progetto di Riforma dei Partiti Politici” dell'USAID che dovrebbe “fare da contrappeso all'estremista MAS o ai suoi successori”. Il documento completo è qui.

3. Nel 2004 il National Endowment for Democracy (NED, Fondo Nazionale per la Democrazia) finanzia la Camera di Commercio di Santa Cruz, CAINCO, attraverso il CIPE (Center for International Private Enterprise, Centro per l'Imprenditoria Privata Internazionale) perché modifichi una legge boliviana e “raccolga il sostegno popolare per le loro raccomandazioni politiche”. Questo dimostra chiaramente che i finanziamenti degli Stati Uniti sono stati spesi per alterare la legislazione interna, e in questo caso rivela anche un rapporto storico tra le istituzioni di finanziamento statunitensi e l'opposizione di Santa Cruz. Il documento completo è qui.


La sede dell'USAID a La Paz. Foto Jeremy Bigwood


4. Molte organizzazioni finanziate dal NED mostrano un chiaro orientamento politico. Una di esse, lPPS o Istituto di Ricerca Pedagogica e Sociale, nella sua richiesta di finanziamenti e nella sintesi del progetto definisce Evo Morales e il MAS come un'“opposizione estremista, anti-democratica” che non rappresenta la maggioranza. Dei tre obiettivi del programma elencati, l'ultimo è rivelatore. Il finanziamento del NED consentirà un'“efficiente ed efficace monitoraggio sociale”. Il documento completo è qui.

5. Nel 2006 è ormai evidente che il National Democratic Institute (NDI, Istituto Democratico Nazionale) e l'USAID stanno apertamente lavorando per promuovere iniziative incentrate sull'autonomia regionale e sul decentramento. “… l'NDl ha adattato il modello di forum comunitario sperimentato in questo programma per promuovere una serie di dibattiti a Santa Cruz, attraverso il programma per la riforma dei partiti politici finanziato dall'USAID, per agevolare la discussione pubblica sull'autonomia regionale e il decentramento”. Il documento completo è qui.

6. Ma a mio avviso i documenti più rivelatori sono una serie di e-mail trapelate dall'USAID-Bolivia lo scorso anno. Queste e-mail descrivono il rapporto che si andava costruendo tra il governo degli Stati Uniti (nello specifico l'ambasciatore Philip Goldberg e l'ambasciata degli Stati Uniti a La Paz) e gruppi indigeni dei dipartimenti del Chapare e della Mezzaluna per creare un fronte comune capeggiato dall'USAID contro Evo Morales e il MAS. Nella discussione su chi invitare a un pranzo tra capi indigeni e l'ambasciatore Philip Goldberg, nel 2007, il funzionario USAID scrive che il discrimine è “la loro vera posizione contro il governo del MAS, etc. e dunque sono nostri alleati”. Il funzionario descrive poi le organizzazioni indigene finanziate dai programmi USAID e spiega come la loro esigenza principale sia quella di “rafforzare le loro organizzazioni di base per far fronte al MAS”. Per facilitare le comunicazioni uno dei funzionari USAID raccomanda di offrire “aiuto immediato” inviando loro delle radio. Ci sono le ombre del Vietnam e dell'assistenza offerta dagli Stati Uniti alle tribù Hmong, che garantì soltanto la distruzione delle loro vite. Il documento completo è qui.

7. Tra le mie molte richieste sulla Bolivia in base al Freedom of Information Act (FOIA), ce ne sono cinque che ho presentato all'USAID a partire dal 2005 per determinare esattamente cosa stia facendo lì. Finora l'USAID non ha risposto alle mie richieste, e ne posso solo dedurre che vogliono mantenere clandestine le loro attività. L'USAID ha respinto la mia ultima richiesta di informazioni sulle sue attività in Bolivia nel 2008 dicendo che “le poche persone che si trovano ancora lì non saranno in grado di condurre una ricerca dei documenti che ha richiesto” a causa della “crisi politica” nel paese. Le cose non stanno affatto così, come sa chiunque passi accanto l'edificio dell'USAID, dato che il parcheggio è ancora tutto occupato e ci sono centinaia di dipendenti. Guardate le foto fatte da me nell'ottobre 2008 del parcheggio dell'USAID-Bolivia, le mie domande e le risposte ricevute il 14 settembre, 19 settembre e 28 settembre 2008.

Riassumendo, credo che questi documenti forniscano chiare prove che il governo degli Stati Uniti, attraverso i suoi vari organi – soprattutto l'USAID – hanno complottato contro il legittimo e democraticamente eletto governo della Bolivia, e che continuano a farlo. Nelle prossime settimane renderò pubblici altri documenti da me scoperti nella mia indagine e ricerca.




Originale : New Discoveries Reveal US Intervention in Bolivia (Bolivia Matters)

Articolo originale pubblicato il 10 ottobre 2008

L’autore

Manuela Vittorelli è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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AL SUD DELLA FRONTIERA: 20/10/2008

 
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